|
Lettere aperte
"Milano chiama" è uno strumento a disposizione
di tutti gli amici di “youdc” per rilanciare sul web idee
e proposte sottoponendole, in alcuni casi, anche agli organi
istituzionali competenti.
E’ la nostra voce su temi di carattere locale e nazionale.
milanochiama@youdc.it
Rilanciamo, pubblicandola, una comunicazione ricevuta da alcuni amici soci dell'Associazione Nazionale Famiglie Numerose:
TASSE e CONTRIBUTI SCOLASTICI ?
NO GRAZIE !
(Non sono un obbligo di Legge)
Questo documento riporta un sunto di ricerche
effettuate (tramite internet), per vedere se la
scuola dell'obbligo può o deve chiedere ai genitori contributi, tasse o qualunque
rimborso spese.
L'esito è semplice: la scuola dellíobbligo (ossia fino ai 16
anni) NON costa
nulla, ed i
versamenti che chiedono le scuole Medie e Superiori allíi'crizione sono solamente
un "Contributo
Spese", che potete anche rifiutarvi di versare, oppure potete versare solo in
parte a vostra scelta.
Eccovi i riferimenti di legge :
Decreto Legislativo
15 aprile 2005, n. 76 "Definizione delle norme generali
sul diritto-dovere all'istruzione e alla formazione, a norma
dell'articolo 2, comma 1, lettera c), della legge 28 marzo 2003, n. 53"
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 103 del 5 maggio 2005
Articolo 1 - Comma 5. Nelle istituzioni scolastiche statali la fruizione del
diritto di cui al
comma 3 non e' soggetta a tasse di iscrizione e di frequenza.
Decreto Interministeriale 9 agosto 1999 n.323
Regolamento di attuazione della legge 20 gennaio 1999 n.9
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 16/9/1999, n.218
Articolo 1 - Comma 4. L'istruzione obbligatoria è gratuita
anche nel primo anno di scuola
secondaria superiore. Per l'iscrizione e la frequenza a tale anno non si possono
imporre
tasse o contributi di qualsiasi genere.
Associazione Nazionale Famiglie Numerose
Obbligatorio! Dal 2011 libri di testo on-line.
Lettera aperta agli amici di YOUDC.
Cari amici di Youdc,
sono presidente del comitato genitori e rappresentante di classe in una scuola
media di Vermezzo (MI). Recentemente sono intervenuta alla presentazione
della circolare sull'adozione dei libri di testo negli anni 2009 e 2010.
Grande è stata la mia sorpresa quando la Preside ha illustrato l'art.
3.3 punto d) di questa circolare (vedi pdf) riguardante i libri di testo "on-line".
In una riga e mezza, immersa in 9 pagine di bla, bla, scopriamo che i libri
di testo andranno obbligatoriamente sostituiti, entro il 2011, con testi
on-line per tutti gli ordini di scuola, a partire dalle elementari.
Vorrei sorvolare sul rapporto affettivo che ognuno di noi può avere
con l'oggetto "libro", ma non ci riesco e, prima di sottoporvi alcune
perplessità di carattete pratico, voglio esprime una invincibile indignazione.
Chi non capisce che un libro, in sé e per sé, è un simbolo
culturale, stia al suo posto, che non è quello di Ministro della Pubblica
Istruzione.
"Scaricandoli" da Internet, i nostri bambini ed i nostri ragazzi, da
domani, assimileranno i libri, ed i libri di testo, ad un qualcosa che viene
distribuito da una macchina magica, che, sollecitata da un solo tasto, può fornire
giochi, lotterie, immagini porno, foto di culetti, pubblicità varia, suonerie
ed altre simili amenità che noi genitori ben conosciamo. Il libro è il
libro! Non può confondersi con altro. Il libro è un piacere e non
può confondersi con i moderni surrogati del piacere. Inoltre i nostri
bambini ed i nostri ragazzi hanno il diritto di disporre di libri di qualità,
anche da un punto di vista editoriale, di non studiare su fotocopie di fotocopie
malfascicolate.
Si aiutino le famiglie con un severo controllo sui prezzi e sulle politiche
editoriali praticate dalle case editrici, dando continuità ad una politica
che, va riconosciuto, ha già dato qualche risulato sul fronte dei prezzi
e se proprio si invoca il risparmio per le nostre famiglie si cominci allora
da altre voci che negli anni sottraggono ben altri importi ai nostri portafogli.
Veniamo ora alle considerazioni pratiche ponendo qualche domanda: ogni famiglia
si dovrà accollare la spesa dell'acquisto di un computer? O forse le
scuole si trasformeranno tutte in copisterie? E se in casa ci sono più figli
faranno "i turni" per studiare sull'unico PC? Serviranno dei PC portatili
casa-scuola e viceversa? Abbiamo tutti in casa la linea ADSL? E la stampante?
Quanto costano i materiali di consumo per la stampa? I nostri figli, dalla
prima elementare, quanto tempo dovranno trascorrere davanti ad uno schermo?
Chi starà a controllare, a casa ed in classe, che la loro navigazione
su internet sia limitata al "dovere" e non al "piacere"?
E a scuola quanti computer dovremo approntare? E chi controllerà i ragazzi
più grandi che già si scambiano attaverso i cellulari o le chiavette
USB di tutto e di più? Dovremo riscrivere i regolamenti di istituto
che attualmente vietano di portere a scuola attrezzature elettroniche? Dovremo
approntare delle biblioteche in ogni plesso per assicurare comunque il supporto
cartaceo a chi non possiede un computer?
Non siamo contro i computer nella scuola, anzi, ben vengano e tantomeno siamo
contro Internet, lo usiamo tutti i giorni. Semplicemente pensiamo che questi
strumenti si debbano affiancare gradualmente a quelli tradizionali non potendo
sostituirli.
Se vogliamo opporci alla decadenza in atto, di cui questa questa circolare
ministeriale è fedele testimone, dobbiamo dimostrare serietà e
non trastullarci con continue microriforme da appendere come medagliette sui
gagliardetti di partito. Lo sa il Ministro Gelmini che nelle Facoltà di
Medicina di Milano si sta valutando la cancellazione di molti corsi di lingua
inglese? Come si aggiorneranno i medici di domani? Con quali fonti svilupperanno
ricerca? Si occupi di questo signor Ministro che è meglio.
Credo che sia urgente un confronto su questi temi, magari con qualche esperto
che spieghi a noi, figli di Gutemberg, cosa c'è di male ad amare i libri.
Un saluto cordiale a tutti.
Rosanna Monfroni -
Vermezzo (MI)
|